3 ottobre 2013-2017: la giornata nazionale per la memoria delle vittime dell'immigrazione sia occasione di azione concreta e solidale, non di vuota retorica davanti alle 368 vittime della strage di Lampedusa!

A distanza di quattro anni dalla strage di Lampedusa, con i suoi 368 migranti, inghiottiti dal Mar Mediterraneo, la sua celebrazione sia occasione prima di cordoglio, ma anche di rinnovato sdegno verso quell'immane tragedia, che ora deve impegnare tutte le Istituzioni ad un’azione concreta e solidale, partendo da quelle europee, nazionali e locali ha dichiarato Klodiana Cuka, unendosi a tutti gli appelli, da quello del Santo Padre (sono tutti "carne di Cristo"), alla denuncia degli stessi missionari italiani in Africa ("contro la totale mancanza di visione dell'Europa"), raccolti in primo luogo da tutto il vasto ed attivo mondo del volontariato, specie di ispirazione cristiana.

"I numeri drammatici di quella tragedia, scossero le coscienze assopite di tanta parte della stessa opinione pubblica ha continuato la Presidente di Integra Onlus richiamando in primo luogo i governanti europei alle proprie responsabilità, contribuendo a superare lentamente, fin troppo lentamente, i vari ritardi ed omissioni di un'Unione Europea cinica e divisa al suo interno, specie per l'impegno al ricollocamento delle stesse quote di migranti.

L'italia, per troppo tempo è restata sola in prima linea, insieme alla Grecia, sulla frontiera dell'accoglienza ai fratelli migranti, in uno sforzo immane per limitare il carico di lutti e di morti dispersi nel "Mare Nostrum": 2.655 dal primo gennaio 2017 e ben 15.696 da quel 3 ottobre 2013 (fonte Unhcr e Iom).

L'Europa deve così svolgere fino in fondo il suo ruolo guida, imponendo e sanzionando chi non rispetta tutte le regole di civiltà e di umanità, prima ancora che quelle del diritto ha concluso Klodiana Cuka attraverso una strategia illuminata, avanzata e concreta per affrontare non più una  emergenza, ma una politica per l'accoglienza ed integrazione effettiva dei migranti, secondo linee strategiche a medio lungo termine, che favoriscano lo stesso sviluppo e la cooperazione  con i paesi più esposti ai flussi migratori, come quelli dell'Africa Sub/Sahariana: I primi passi avviati, sono da considerare positivi, ma ancora troppo limitati, spinti da un governo italiano che dal"imigration compact" ai provvedimenti sulla regolazione dei flussi, non può restare isolato, nel garantire anche lo stesso equilibrio tra i fattori di accoglienza diffusa, ma garantita, con l'avvio anche dell’ultimo "Piano Nazionale Integrazione Per I Titolari di Protezione Internazionale". 

 

Quest'ultimo, secondo Integra, va apprezzato per il suo filo conduttore tra i Valori Costituzionali e l'Integrazione, da attivare rapidamente da parte del Ministero dello Interno, come impegni reciproci per condividere la nostra Carta Repubblicana, rispettandone le leggi, imparandone la lingua italiana, ma partecipando attivamente anche alla sua vita economica, sociale e culturale, da parte di tutti i beneficiari di protezione internazionale, rifugiati e titolari di protezione sussidiaria: un forte ruolo di indirizzo e di controllo da parte delle Istituzioni centrali, che coordini la stessa azione sui vari territori, dove non sempre i suoi poteri rispondono con sollecitudine al cambiamento!

LA VERA SFIDA PER INTEGRA E' RAPPRESENTATA DAI PERCORSI DI INCLUSIONE, CON LE SUE PRIORITA' COME LA FORMAZIONE LINGUISTICA E L'ACCESSO ALL'ISTRUZIONE, ALLA FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE PROFESSIONALE, AL FINE DI ATTUARE VERI PROCESSI DI PARTECIPAZIONE E CTTADINANZA ATTIVA, PREVENENDO E CONTRASTANDO TUTTE LE DISCRIMINAZIONI, SPECIE PER LA TUTELA DELLE DONNE E L’ASSISTENZA DELLE VITTIME DI TRATTA.

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