Integra Onlus chiede piu' ricerca e soccorso in mare dei migranti!

Integra Onlus, che opera da oltre quindici anni nelle più avanzate politiche migratorie, chiede con forza di sostenere, accanto all’UNHCR, l’OIM e MSF, le richieste per garantire una maggiore ricerca e soccorso, in un Mar Mediterraneo, già rosso- sangue, capaci di salvare ogni vita umana in pericolo, specie di donne e bambini indifesi.

Tutti i dati ufficiali certificano che nei primi mesi del 2018 l’arrivo dei migranti sulle coste italiane si è ridotto drasticamente, rispetto al 2016, ritornando nella media del 2014: nonostante questo trend, dichiara Klodiana Cuka, Fondatrice e Presidente di Integra Onlus, in proporzione le vittime più fragili, donne e minori, risultano maggiori, superando le 1000 unità, certificando così il maggior pericolo nell'attraversamento del "Mare Nostrum".

 

Quindi il rischio generalizzato, che gli ostacoli alla ricerca ed al soccorso marittimo, producano più vittime appare reale, richiedendo uno sforzo collettivo e concreto per favorire la massima accoglienza possibile, superando egoismi e veti incrociati, tra le stesse Istituzioni nazionali ed europee.

 

Lo spirito di fratellanza e di solidarietà va riaffermato proprio nella ricorrenza del Patrono d'Europa San Benedetto, con forza e determinazione, come elemento distintivo della civiltà di un Continente, culla di democrazie, che però non può essere incrinato dalla paura dell’altro e dell’altrove che bussa alle nostre porte: i muri riportano indietro l’orologio della storia europea, mentre i ponti ne allargano le prospettive di crescita e d’inclusione tra culture, Paesi e religioni diversi, con un percorso quanto mai complesso ma ineludibile, come da sempre richiamato dal Santo Padre.

 

Per questo Integra Onlus ritiene che lo stesso "Global Compact" per i rifugiati risulti un passo utile verso questa prospettiva di programmazione e cooperazione sul terreno decisivo delle politiche migratorie, dove il "Sogno Europeo" rischia di infrangersi difronte agli egoismi nazionali. Tutti gli Stati debbono condividere, in modo equo e proporzionale, i numeri dello stesso ricollocamento dei migranti, nell’intera Unione Europea, non solo nei Paesi di primo arrivo come Italia e Grecia. Un quadro di "Buone Pratiche", ha concluso Klodiana Cuka, già applicato in 14 Paesi, dove ha prodotto risultati positivi, che va ora generalizzato con un piano d'azione, tempestivo e diretto, accompagnato da più incisive politiche di sostegno alle nazioni più povere specie del continente africano, creando altresì maggiori opportunità di lavoro per i tanti giovani di quei Paesi, frenando e qualificando così un esodo, che rischia di essere biblico nei prossimi anni.


Roma, lì 12 luglio 2018

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