Integra Onlus ricorda con commozione il 27° anniversario della strage di capaci. La cultura della legalita' resta la priorita' del belpaese

La Strage di Capaci dopo ventisette anni resta una ferita aperta nella coscienza civile e democratica del Bel Paese, come una vera e propria priorità delle sue Istituzioni e della politica, senza ancora aver fatto chiarezza sui suoi mandanti ed esecutori, legati alla più feroce mafia siciliana, ha dichiarato Klodiana Cuka, Presidente di Integra Onlus.

 

Il sacrificio del giudice Giovanni Falcone, a breve seguito da quello di Paolo  Borsellino, con la moglie Francesca Morvillo e gli agenti Antonino Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo, deve essere ricordato ed onorato non solo con le commemorazioni ufficiali, ma anche con i fatti e la conquista di un'autentica
 cultura della legalità, ha proseguito la Presidente, che a partire dalle istituzioni tutte, e, soprattutto, attraverso le famiglie e la scuola, possa crescere come   l'Albero di Falcone, più forte e
rigoglioso che mai, sostenuto altresì da tutte le testimonianze del nostro vitale mondo del Terzo Settore.


 Per questo non abbiamo bisogno, specie come uomini di buona volontà, fedeli alla Dottrina Sociale della Chiesa, di passerelle e polemiche sterili, con la  contrapposizione tra la stessa  Maria Falcone ed altre
associazioni, anche con ulteriori ricostruzioni delle stragi di mafia, che debbono essere attentamente
 vagliate dalla magistratura, per evitare depistaggi e contrapposizioni strumentali tra tutti i protagonisti di questo dramma italiano....senza fine.

 

 Integra Onlus, da anni partecipa attivamente a questa campagna per la legalità e la sicurezza, all'interno di politiche dell'accoglienza e dell'integrazione avanzate, esempi di buone pratiche internazionali, come l'ultima in Terra siciliana, promossa con il Comune di Cefalù, che non hanno bisogno di una politica di chiusura e di emarginazione dei migranti, spesso presi come capri espiatori della stessa criminalità diffusa, in tante aree non solo del Mezzogiorno.

 il 2018 ha visto 18 vittime di migranti anch'essi dell'illegalità e della schiavitù del caporalato, spesso legati ai circuiti del crimine organizzato.

 

Pertanto nessuno si può arrogare il diritto di dare patenti di legalità ad altri, ha concluso Klodiana Cuka, partecipando come invitata alla cerimonia di commemorazione odierna, nell’aula Bunker del processo, come peraltro abbiamo fatto noi per anni, solo per incrociare le telecamere ed i fotografi ufficiali, recitando il ruolo dei custodi ufficiali della legalità in questo martoriato Paese.

 

 In Italia fin qui si sono contate oltre mille vittime delle sue mafie, tra le quali oggi vogliamo ricordare i 108 minori, con la prima Emanuela Sansoni, uccisa a 17 anni il 28 dicembre del 1896 a Palermo e quasi un secolo dopo la più piccola, a due mesi, morta nel grembo della madre, il 5 agosto del 1989.

 

Il loro esempio sia presente, sulla Nave della Legalità salpata da Civitavecchia a Palermo, con tutti i martiri innocenti di mafia, che vengono onorati ogni anno il 21 marzo, in occasione della Giornata Nazionale, che però non deve risultare solo un evento retorico, ma vissuto con impegno e responsabilità autentici, specie  a fianco delle loro famiglie, che ancora soffrono della loro mancanza, con un dolore infinito e  con la beffa degli indennizzi mancati per gli eredi.


Le leggi devono tutelare lo stato di diritto, per tutti e non per il potere di pochi, promuovendo la cultura inclusiva dell'uguaglianza e non della discriminazione, specie verso i soggetti più fragili e vulnerabili della società.

Galleria fotografica:

Falcone e Borsellino

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