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Ricordando Lampedusa per non dimenticare...

Oggi ricorre il terzo anniversario della strage di Lampedusa, e sarà purtroppo un anniversario ricordato con le solite frasi di circostanza...

 

E dopo le immagini del capannone con le 368 bare in fila a cui si inchinarono numerosi uomini di stato, sembrava aver scosso le coscienze il bambino siriano sulla spiaggia, ma dopo qualche giorno anche quell'orrore diventò ricordo! 

 

Abbiamo sentito e ripetuto tante volte che l’Europa inizia a Lampedusa, ma dal 2013 sono morte in mare altre 11.400 persone. Dal 2013 abbiamo visto alzarsi muri di filo spinato e stazioni ferroviarie piene di profughi, Ventimiglia scoppiare e tanti muri alzarsi da una frontiera all'altra! A chi come me ha vissuto gli anni della guerra fredda quelle scene sembravano rianimare i dittatori e i muri del comunismo! 

 

A distanza di tre anni dalla strage di Lampedusa sembra tutto uguale se non peggiorato a livello europeo e se andiamo avanti di questo passo ci troviamo al principio del crollo del sistema anche in Italia. 

 

Integra Onlus e la sottoscritta da tempo ha sollevato il problema degli anticipi, dei ritardi dei pagamenti, ma la mia, la nostra voce sembrava un caso isolato, la voce della piccola onlus, nata dal nulla nel Salento e cresciuta all'improvviso, ma che non riesce a far fronte ai pagamenti! Eppure sarebbe tutto molto più semplice se i comuni trasferissero con precisione le somme che incassano dal Ministero! Gli 85 mila euro di spese bancarie per il 2015 avrei preferito destinarli a tre operatori, ovvero a tre famiglie italiane. Penso si ricordi la nostra lettera aperta in cui noi abbiamo difeso l'accoglienza gestita dalle Prefetture, che per la nostra esperienza vigilano sulla qualità dell'accoglienza e accreditano le spettanze qualche volta in ritardo, ma con regolarità! Con le Prefetture ci sentiamo tutelati! 

 

Ma noi non ci arrendiamo! 

Continueremo con forza la nostra campagna di verità sull'accoglienza ai migranti, per distinguerci da chi lo ha fatto per “business”, rischiando di infangare l'immagine di tutto il Terzo Settore onesto. Integra con forza sostiene che nelle politiche migratorie e nell'accoglienza serve una rivoluzione copernicana, che purtroppo una vecchia Europa preda di egoismi e ricatti xenofobi non vuole, isolando così anche le stesse lodevoli proposte italiane sul “migration compact”. Solo la forte ed autorevole voce del Santo Padre è stata capace di scuotere le coscienze, perché solo la solidarietà e la misericordia sono la guida ad un'accoglienza ed integrazione dei migranti che scacci anche i mercanti dal tempio e dia spazio solo a quegli operatori di pace. Noi che da sempre ci sacrifichiamo "anticipando" una accoglienza solidale, ma anche vigile e responsabile sugli stessi obbiettivi di integrazione: un investimento continuo per il futuro di tutta la nostra cara Italia. 

 

Tuttavia direi ai governanti italiani, che i servizi alla persona e la gestione dei più deboli non si può delegare tout court al Terzo Settore! L'Italia deve riformarsi in tal senso guardando gli Stati Uniti d'America sia riguardante il “resettlement” che la gestione dei servizi! Inconcepibile aprire le porte a tutti quando non si è capace di assicurare un funzionante sistema di accoglienza, anzi peggio ancora scatenando una guerra tra i poveri! 
Inconcepibile affidare appalti senza soldi nelle casse! 

 

 

Infatti, come potrai vedere anche dal Comunicato Stampa, Integra è stata costretta a denunciare i Comuni salentini di Parabita e di Neviano che hanno trattenuto indebitamente le somme dovute alla nostra Associazione per il 2015/2016, portando alla chiusura anticipata dei relativi Progetti e mettendo a rischio la stessa sopravvivenza degli Enti Gestori, e non per ultimo non meno grave lo straziante scenario dei trasferimenti delle famiglie, come se fossero veramente numeri e non essere umani con sogni e desideri di continuare a crescere i figli nel Salento, dove sono nati e stati battezzati! 

 

Per tutto ciò, seppur con rammarico Integra Onlus ha segnalato a tutti gli organi competenti il malfunzionamento della gestione dei fondi per l'Accoglienza, affinché tali episodi non si ripetano altrove e facendo in modo che tutti quanti insieme (ognuno per il suo ruolo) possiamo migliorare il funzionamento del Sistema di Accoglienza - fatto di uomini e donne in cerca di una vita migliore!

Tutto ciò anche per non svilire quanto di bello e utile si fa ogni giorno sui territori dagli operatori sociali, ovvero gli operatori di Pace, come ci chiama il Santo Padre Francesco, nonostante tutte le difficoltà.

 

La stampa parla sempre solo della rabbia e dell'intolleranza, mai raccontando dei veri operatori di Pace, che quotidianamente con responsabilità e nel rispetto dei diritti e doveri si sacrificano sul fronte dell'accoglienza ai migranti. 

Un tema quest'ultimo che resta cruciale nelle strategie del nostro Paese, che però dovrebbe essere affrontato con un diverso equilibrio ascoltando la voce di tutti, in particolare proprio di noi gestori che con grande esperienza curiamo tante strutture sempre in piena emergenza e con tensioni crescenti, alimentate anche dal continuo ricorso alle denunce, in sede giudiziaria.

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